Voci da chi c'è stato
- cascinamariet

- 16 mag
- Tempo di lettura: 6 min
Aggiornamento: 17 mag
Giornata della Fraternità spirituale 9 maggio 2026
Alcuni momenti sono come i semi: sembrano piccoli e volano via in fretta, ma se trovano spazio nel cuore continuano a lavorare dentro di noi in silenzio.
Anche l’incontro vissuto insieme forse è stato così: un gesto, una parola, un volto… piccoli semi che possono rimanere nascosti per un po’, e poi germogliare con il tempo nel cammino di ciascuno.
Alcuni di questi semi li abbiamo raccolti, perché possano diventare memoria viva e cammino condiviso.

"Sul treno che mi riporta a casa, il buio oltre il finestrino con la conseguente assenza di un paesaggio, induce a fare scorrere i fotogrammi della giornata con volti cari, sguardi su cui posare lo sguardo perchè desiderati da tanto tempo, abbracci che dicono un riconoscersi dentro un'appartenenza, gesti che nella loro semplicità richiamano il cuore alla sua verità più profonda.
Il sale, posato sul palmo della mano con amorevolezza da una sorella, il lume ancora spento e in attesa di essere luce, l'ascolto attento di chi coglie una tessera di vita raccontata nel colloquio e la ricolloca rendendo più leggibile il Disegno, fanno risuonare con forza l'invito di Gesù: siate sale della terra e luce del mondo.
Mi rendo conto che Bartolomea e Vincenza hanno preso tanto sul serio la chiamata irrevocabile ad essere sale e luce, che il loro "eccomi" è la condizione, attraverso cui Gesù, il Vivente, si è fatto Presenza, Parola che si fa carne. La medesima chiamata interpella anche me: quel sale in mano, donato, deve dare sapore al mondo, la luce ricevuta, portata nelle notti del mondo.
Fisso lo sguardo nel buio, ancora risuona in testa il ritornello: "Illumina Signore il mio cammino, sola speranza nella lunga notte". Ma c'è una nota diversa dopo la giornata della fraternità in questo ritornello: illuminami per illuminare. C'è una chiamata ad un opera che, sui passi di Bartolomea e di Vincenza, è del Signore per essere semi sparsi per "destare la vita", "gestare risvegli", "incendiare petali", come leggo sulla traccia di preghiera, uniti a Gesù.
"Eccomi"!"
Gabriele

"Bellissimo vedere così tante giovani coppie e tanti bimbi vivere questo momento.
Toccante il momento dell'adorazione... un'intimità serena, gioia vera. Inoltre, quello che mi colpisce tanto ogni volta è entrare in santuario con i compagni di "viaggio" e pronunciare l'Eccomi. Sapermi attesa e chiamata per nome mi fa sentire figlia amata. Varcare quella soglia è come entrare in Paradiso."
Elena

"Sono arrivata a Lovere con il desiderio di trovare “un’oasi” che mi desse ristoro e pace dentro un tempo di silenzio e comunione.
Ho ascoltato la Parola e condiviso gesti che hanno rimesso un po di ordine ai pensieri e fatto spazio nel cuore per lasciarsi riempire di 'altro'.
Con Gabriella ho vissuto un tempo fertile e ricco di bene perché entrambe abbiamo aperto il cuore ad un dialogo intimo e autentico, profondo e libero.
Il cuore si è emozionato quando ciascuno davanti al Signore ha espresso il suo eccomi nella sua unicità ma dentro la coralità della fraternità.
La bellezza della convivialità seduti attorno ad una tavola con persone amiche e persone da conoscere: un tempo lieto che ha acceso sorrisi , illuminato volti e scaldato il cuore.
I saluti finali hanno incastonato nel cuore i volti, gli abbracci, i gesti, le parole, la Parola di questo frammento di vita bella, di questa “oasi” che non ci ha estraniato dalle cose della vita ma le ha arricchite di senso e di un nuovo sapore.
Custodisco un cuore grato per questi doni speciali e preziosi."
Grazia

"In un periodo particolare della mia vita, è stato prezioso e utile condividere il mio "dove".
La drammatizzazione iniziale dei brani di Vangelo, mi ha toccato il cuore.
Il sentire risuonare il salmo 15 , in particolare “mi indicherai il sentiero della vita…” che è stato scelto da me e Andreina per il giorno del matrimonio, mi ha fatto sentire ancora una volta la Sua presenza! Ho respirato aria di “fraternità”, fondamento ed essenza della vita!"
Massimo
"Questo è uno di quei momenti in cui percepisco che qualcuno si sta prendendo cura di me e io cerco di ricambiare. In questa vicendevole attenzione riscopro la bellezza di un legame autentico, e ritornando a casa è bello sentirsi ricaricati."
Pietro

"Nel brano dell’Ascensione mi ha colpito il dubbio dei discepoli. Anche davanti al Risorto il Vangelo lascia spazio a questa fragilità: “essi però dubitarono”.
Questa immagine mi ha fatto tornare alla mente la riflessione di don Carlo sul seme, durante i vespri. L'istante del seme che viene gettato attraversa un tempo nascosto, sembra perdersi. Eppure proprio lì, in quel buio, comincia qualcosa. In quel vuoto c’è la missione che Dio ha pensato per noi. È un vuoto necessario prima di sperimentare la mano che accoglie e la forza dello Spirito che feconda.
Forse anche per noi quei momenti possono diventare il luogo in cui il seme della vita nuova comincia a germogliare.
Un altro momento che porto in cuore è il dialogo con Grazia. A distanza di 25 anni dalla prima volta che abbiamo avuto occasione di raccontarci, abbiamo condiviso i doni, seppur attraversati dalle fatiche, della vita che ci è stata donata. Grazie alla mano sapiente che ha messo sullo stesso pezzettino di carta i nostri nomi!"
Gabriella

"Ciò che mi risuona è stata la percezione di un desiderio forte, quasi un’esigenza, di relazione, di incontro, di legami sani. Anche se ci si vede poche volte, resta come un filo rosso che non dipende dalla nostra volontà o dalla nostra bravura nel tenerci in contatto, ma da qualcosa di più profondo: è lo Spirito che ci unisce.
Siamo tutti diversi, con sensibilità e punti di vista differenti; eppure proprio questa diversità è parte della bellezza.
Quel filo ci tiene insieme e ci aiuta anche a superare alcune divergenze.
Spesso le giornate ci portano a correre, siamo presi da impegni, problemi, scadenze… Ma qui, dentro la concretezza della vita, ho gustato il raccontarci ciò che davvero conta, quello che ci abita dentro."
Donatella
"È bello accorgersi che ci si può aprire con naturalezza, anche con persone appena conosciute, magari di età molto diverse. Si comincia a parlare e quasi senza accorgersene si va oltre l’orario, oltre la superficie, dentro una condivisione semplice e vera. Non è una cosa scontata. È una cosa bella."
Giampiero

"Durante tutto il tempo trascorso insieme ho gustato un clima di fraternità che ha avuto il momento più significativo nella condivisione a coppie. Momento in cui siamo stati invitati a riflettere e confrontarci su “il mio dove … della famiglia, del contesto ecclesiale, dell’ambito di lavoro” e poi a dirci “reciprocamente: cosa mi ha colpito in ciò che mi hai raccontato, cosa smuove in me il tuo racconto, quale aspetto mi fa bene”.
L’abbinamento è stato organizzato in modo più o meno casuale, nel mio caso con una persona mai incontrata prima, proveniente da una comunità diversa, il cui dove mi era completamente sconosciuto.
Dopo una breve presentazione, è stato molto naturale condividere senza timore, in modo amicale e spontaneo, ognuna all’altra “il proprio dove”. Fin da subito, la condivisione è stata particolarmente facile, nonostante, per quanto mi riguarda, sia una persona molto riservata, e non ami parlare di me o di ciò che mi riguarda.
Fattosi il mio turno di ricevere il dove della sorella che mi era stata affidata, si è aperta alla condivisione di vicende personali: seppur sconosciute, soltanto il saperci legate dall’amicizia nel Signore ha permesso una condivisione davvero familiare.
Entrambe siamo state colpite dalla spontaneità nell’affidare l’una all’altra le nostre vicende personali, scoprire un cuore semplice e accogliente in cui trovare condivisione sincera e fraterna, conoscere e sperimentare come la speranza abita le nostre vite e il Signore ci accompagna nella quotidianità.
L’oretta disponibile è volata, regalandoci una consapevolezza: sapersi fratelli e sorelle nella fede ci rende capaci di ascolto e condivisione profonda.
Sono grata al Signore per l’occasione grande di spiritualità e fraternità: questi spazi sono occasioni in cui meditare sulla Parola, vivere il Vangelo dando nuova linfa alla nostra vita e anche conoscere altri fratelli e sorelle con vicende speciali, che ci testimoniano la presenza del Signore Gesù al nostro fianco.
Grazie a questa giornata di fraternità, oltre ad essermi sentita affidata e accolta, ho una nuova amica per cui ringraziare e pregare."
Francesca






















