OCCHI E CUORI SPALANCATI
- cascinamariet

- 27 mag 2025
- Tempo di lettura: 3 min
14° Giornata della Fraternità Spirituale - Lovere - 10 maggio 2025
Il pomeriggio del 10 maggio abbiamo vissuto insieme un'esperienza profonda, un vero cammino di luce e scoperta. Tutto è iniziato con un'accoglienza calorosa: un caffè, un succo, un sorriso per rompere il ghiaccio e alleggerirci, lasciando giacche e borse da parte, pronti per quello che ci aspettava. Poi, chi guidava, ci ha invitati a chiudere gli occhi... Con le bende nere, avvolti da musica e profumo, abbiamo iniziato il nostro percorso nel buio.

"Camminare senza vedere è stata un'esperienza intensa. Si perdono tutti i punti di riferimento, l'equilibrio viene meno, e in quel momento di vulnerabilità, i sensi si acutizzano in modo incredibile. Bisogna porre un atto di pura fiducia a qualcuno che ti accoglie e ti guida. È un insieme di emozioni.. un lasciarsi andare che apre a nuove percezioni, forse anche più profonde e interiori".
"È molto delicato il compito di accompagnare qualcuno bendato. È questione di sintonizzarsi con l'altro, di rispettare i suoi tempi, di incoraggiare con dolcezza chi esita e di frenare chi, nell'ansia, potrebbe rischiare di farsi male. È una danza di sensibilità e presenza...

Arrivati in cripta la Parola ha risuonato forte e chiara, dal Vangelo di Marco. Abbiamo ascoltato la storia di Bartimeo, il cieco che gridava con tutta la forza del suo cuore: "Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!". E quel grido è diventato il nostro. Poi, alcune voci sussurrate all'orecchio: "Coraggio, àlzati, ti chiama!". Come Bartimeo, ci siamo alzati, sentendo la tenerezza di Gesù che - più volte - ci chiedeva: "Che cosa vuoi che io faccia per te?". Un momento di silenzio per interiorizzare la nostra risposta e poi gli accompagnatori ci hanno tolto le bende e i nostri occhi hanno potuto ri-gustare tutto ciò che c'era intorno a noi.
Dopo alcune provocazioni di don Carlo, abbiamo condiviso a gruppetti ciò che ci aveva colpito ascoltando con attenzione le parole degli altri, proprio come Gesù ha ascoltato il grido di Bartimeo. Ogni condivisione era un'eco di ciò che avevamo vissuto: sensazioni, paure e intuizioni risuonavano nei nostri cuori, in un dialogo arricchente.
La luce del Battesimo

All'ingresso del santuario, ci è stato ricordato che la grazia del nostro Battesimo si fa viva in noi ogni giorno. "Gesù ci ha liberati dal buio dell'insicurezza e della paura". Ci siamo così avvicinati al catino con l'acqua benedetta e lì, abbiamo lavato i nostri occhi, ricordando il Battesimo che ci ha donato una nuova luce e la possibilità di camminare insieme come fratelli. "Ricevi il segno della croce sugli occhi, per vedere lo splendore del volto di Dio e riconoscerlo nel volto tuo e dei fratelli". Sr Agnese ci ha poi parlato dell'incontro di salvezza con Gesù, che ci ha fatti entrare nella grande famiglia della Chiesa, con fratelli, sorelle e santi come Bartolomea e Vincenza, a guidarci. Abbiamo lodato il Signore e ascoltato le parole di Bartolomea, che ci hanno ricordato l'amore infinito e gratuito di Dio.

Dopo aver lodato Dio siamo stati invitati a rinnovare il nostro "Eccomi", a dire a Gesù che vogliamo seguirlo nella Luce della sua Parola. Chiamati per nome siamo andati all'altare a deporre la nostra benda nera nel cesto. Qui abbiamo ricevuto un'immagine con dietro il nome di un fratello/sorella, un segno che ci accompagnerà nei prossimi mesi, affidandoci gli uni gli altri alla nostra preghiera e cura. L'immagine di Maria dagli occhi spalancati ci ha mostrato come i nostri occhi si aprono quando ci lasciamo illuminare dallo Spirito. E con lei, abbiamo cantato il nostro "Magnificat".
Infine, un piccolo biglietto adesivo con il nome di una suora di Carità in Myanmar ci ha invitato ad allargare il nostro orizzonte di fraternità al mondo intero.

Questo piccolo percorso è stato un viaggio di luce e scoperta, che ci ha permesso di calarci nella condizione del cieco Bartimeo. Un’esperienza che incontriamo nella vita. È lì che abbiamo potuto toccare con mano che nei momenti di smarrimento o buio, possiamo fidarci del Signore. È Lui che ha il potere di riaprirci gli occhi, non solo per cogliere i colori, sapori, profumi del mondo e godere di esso, ma per guardare dentro noi stessi il bisogno di guarigione da tante paure, riconoscere i fratelli che ci camminano accanto e in loro la Sua presenza.
E infine che gioia godere, oltre all'intensità dell'esperienza, la bellezza dello stare insieme! Rivedere amici, conoscerne di nuovi, condividere la cena e il buonissimo gelato di Luca sulla terrazza dell’Oasi, è stato un modo gioioso per concludere un pomeriggio così significativo. Una giornata che porteremo nel cuore, un passo in più nel nostro cammino insieme, con Lui.




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