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La Chiesa si costruisce insieme

  • Immagine del redattore: cascinamariet
    cascinamariet
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Lovere e comunità in festa per l'Ordinazione presbiterale di don Giacomo Cottinelli.


pellegrinaggio da Mariet

Domenica 7 giugno, giovani, adulti, bambini, suore e sacerdoti si sono messi in cammino da Cascina Mariet verso la chiesa di S. Giorgio a Lovere per un pellegrinaggio di preghiera. Un gesto semplice ma ricco di significato: preparare il cuore all'ordinazione presbiterale di Giacomo che pochi giorni dopo avrebbe ricevuto il dono del sacerdozio nella Cattedrale di Brescia.





pellegrinaggio mattoni

Il pellegrinaggio ci ha ricordato che la Chiesa si costruisce insieme, portando ciascuno il proprio piccolo mattone. Tutti siamo chiamati a lasciarci plasmare dal Signore e a diventare segni della sua presenza nel mondo.


Per Cascina Mariet non si è trattato soltanto di accompagnare Giacomo verso una tappa importante della sua vita. É stata anche l'occasione per rendere grazie per una storia che affonda le sue radici proprio in questo luogo.


i 4 figli a Mariet
Giacomo con i suoi fratelli a Cascina Mariet

Nella sua prima Messa di ringraziamento, don Giacomo ha ripercorso i luoghi che hanno segnato il suo cammino. Lo ha fatto attraverso un'immagine significativa: quella della casa.

«Tanti cuori mi hanno accolto e, come buoni architetti e muratori, mi hanno permesso di crescere nell'umanità e nella fede. Mi avete fatto su».

«A Mariet la famiglia Cottinelli è cresciuta, custodita da due buoni architetti che sapevano dove collocare le fondamenta per una vita buona», ha ricordato con affetto. E rivolgendosi alle suore ha aggiunto con il sorriso: «Ci avete visto crescere. Siete un po' delle nonne aggiunte, anzi delle zie!».


Giacomo e Marta Mariet

Forse è proprio questa l'eredità più preziosa che un luogo può lasciare: non tanto dei ricordi, quanto uno stile di vita. Crescere in una casa aperta, attraversata da relazioni, amicizie e incontri, educa il cuore a rimanere aperto.


La sua vocazione è nata e maturata dentro una rete di volti e di comunità: la famiglia, l'oratorio di Lovere, gli amici, i sacerdoti incontrati lungo il cammino, l'esperienza missionaria in Perù e gli anni della formazione in Seminario.






prima messa don Giacomo con don Alessandro e don Claudio

Ripensando alla propria storia, don Giacomo ha riconosciuto in tutti questi luoghi una stessa presenza: quella di Dio che si rende vicino attraverso le persone.

«Arrivo a questo momento col cuore pieno. Mi esplode dal bene con cui Dio mi raggiunge attraverso tanti amici e amiche. L'affetto con cui sono stato raggiunto in questi giorni è spropositato: è quel centuplo che il Signore promette nel Vangelo»

Sabato 13 giugno, nella Cattedrale di Brescia, il vescovo Pierantonio Tremolada ha ordinato otto nuovi sacerdoti per la Chiesa bresciana. Tra loro c'era anche don Giacomo.


Durante l'omelia il Vescovo ha rivolto agli ordinandi un invito alla gioia: «Siate felici del dono che state per ricevere» e fate della vostra vita «un'offerta gradita a Dio».


Parole che sembrano trovare eco nella gratitudine espressa da don Giacomo. Una gratitudine che non si ferma alle persone incontrate, ma arriva alla sua sorgente più profonda.

«È bello dire tutti questi grazie durante questa Messa, perché la celebrazione ci insegna a vedere le cose nella loro verità. Tutta questa gratitudine ha un nome: Dio. Lui che tutto dona, Lui che è grazia, Lui che è il bene».

Una gratitudine che è diventata anche la gioia di un'intera comunità.

Al ritorno a Lovere, don Giacomo è stato accolto con affetto e commozione: una festa semplice e autentica, segno della gratitudine di tante persone che hanno accompagnato il suo cammino.


suore in festa a Lovere per l'arrivo di don Giacomo

Ora per don Giacomo si apre una nuova tappa, nella destinazione che il Vescovo gli affiderà.


Ma le sue ultime parole hanno allargato lo sguardo oltre ogni casa terrena, citando il cardinale Newman:

«Non facciamo del nostro cuore la nostra casa, né di questo mondo la nostra casa, né dei nostri amici la nostra casa. Cerchiamo una patria migliore. Chiamiamo il cielo nostra dimora e questa vita un pellegrinaggio».


Con affetto e riconoscenza, anche la comunità di Cascina Mariet con tutti gli amici che lo hanno conosciuto, accompagna don Giacomo in questo nuovo tratto di cammino, perché possa vivere il suo ministero con la stessa semplicità, accoglienza e gioia che hanno caratterizzato i luoghi e le persone che hanno accompagnato la sua crescita.


Buon cammino, don Giacomo!



comunità loverese alla prima messa di don Giacomo in santa Maria Valdendra

Guarda l’accoglienza festosa loverese a don Giacomo!

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