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@HOME | Ci vediamo da te!



Quando “fare di necessità, virtù” non è solo un modo di dire. Ecco lo spirito che ha guidato l’équipe Giovani per la Carità nel ri-pensare il Raduno Giovani, inizialmente previsto a Bari dall’ 1 al 3 Maggio ma rinviato a data da destinarsi a causa dell’ emergenza sanitaria Covid-19.

Pensare ad un convegno nazionale porta inevitabilmente ad immaginare l’incontro di centinaia di persone, così come accadeva abitualmente negli anni passati, ma in tempo di isolamento diventa necessario trovare un modo per stare insieme pur rimanendo al sicuro nelle proprie abitazioni. E inoltre, si viene a creare un momento favorevole per riflettere su cosa vuol dire vivere le giornate in pienezza, vivere la fede in modo vero e profondo senza uscire di casa.

Ecco, quindi, che nasce @Home | Ci vediamo da te!

Erano più di 120 - tra PC, smartphone e tablet - i dispositivi connessi sabato 2 e domenica 3 Maggio 2020, con oltre 150 giovani ed adulti che, in diretta dalle proprie case, hanno scelto di trascorrere in videoconferenza del tempo prezioso insieme.

“(…) Sapete giudicare l’aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo?” (Lc 12, 56) è stata la prima provocazione proposta da suor Agnese nel momento di riflessione del pomeriggio di sabato 2 Maggio. Esortati anche dalle parole di Papa Francesco, siamo tutti invitati a ripensare a questo tempo come un tempo di discernimento, di valutazione di ciò che è necessario e di ciò che non lo è. Non siamo fermi e basta, siamo fermi in “giorni che sono tutti di amore”. È per questo che una situazione così improvvisa e straordinaria come la pandemia può diventare l’occasione per prendere in mano la vita e “reimpostarne la rotta verso di Te, Signore, e verso gli altri”. In che modo? Provando ad essere casa, riscoprendo che la solitudine può non necessariamente essere qualcosa di negativo, ma riscoprendo l’importanza di una “solitudine amica”; a fare casa, curando le relazioni in maniera più profonda ed attenta, consapevoli del fatto che “non abbiamo che questo oggi per amare”; a collaborare ad un mondo più abitabile per tutti, incarnando ciò a cui Gandhi esortava tutti gli uomini “Sii il cambiamento che vuol vedere nel mondo!”, mettendo al primo posto le fragilità, ponendo attenzione al più piccolo e quindi, inevitabilmente, riconoscendo la necessità di nuove “scale di grandezza” (cosa è davvero grande?). Diventa fondamentale in questo tempo, inoltre, riconoscere che la libertà altro non è che una grande responsabilità verso se stessi e verso gli altri. Quando iniziare questo percorso di conversione? Oggi, con i “piccoli passi possibili” di ogni giorno.

Il pomeriggio di domenica 3 Maggio è stato incentrato sull’ascolto di testimonianze di giovani ed adulti e dei propri modi di “vivere” la pandemia.


Durante gli interventi, non è difficile leggere la fatica ma anche il forte desiderio di pienezza che si traduce in modi diversi a seconda dei contesti. La voglia, ad esempio, di ricostruire dignità e significato del lavoro a contatto con le vite umane all’interno dei reparti Covid degli ospedali, come testimoniano due infermiere coinvolte in prima linea nella battaglia contro il virus. La riscoperta dell’importanza della solidarietà e del fare gruppo, come ricorda la complicata situazione di una casa di accoglienza di rifugiati politici, in cui la riduzione del numero di operatori e volontari dovuta all’emergenza Coronavirus diventa motivo di stimolo per i 22 uomini ospitati, i quali riscoprono l’importanza dell’altro e del servizio all’interno della loro piccola comunità: si riscoprono compagni di viaggio all’interno di una realtà difficile riconoscendosi uniti, relazionati e forti anche di fronte all’incertezza del futuro. L’importanza del non sentirsi “disconnessi” dalla quotidianità e del saper mettere a disposizione le proprie competenze, nell’esperienza di un giovane insegnante in smartworking che, dopo le proprie lezioni virtuali di educazione fisica, svolge servizio di informazione per la propria comunità attraverso una pagina Facebook. La voglia di ritornare alla Parola di Dio, in risposta all’estenuante raffica di parole e numeri “di morte” che ascoltiamo ogni giorno. Il ritrovato desiderio di donare la propria vita agli altri aggrappandosi nuovamente all’essenziale per riscoprire Dio dentro di noi, anche in una tragedia di queste dimensioni. La responsabilità e il senso del dovere espressi da due volontari della Croce Rossa che ogni giorno si mettono a servizio degli altri riconoscendo l’importanza delle persone in quanto tali, e per le quali vale la pena continuare a combattere nonostante tutto.

In un secondo momento, all’interno di piccoli gruppi virtuali, ognuno ha avuto la possibilità di condividere impressioni e riflessioni su quanto ascoltato in precedenza. Scambiarsi opinioni, esperienze, dubbi e sorrisi ha permesso a tutti di sentirsi vicini, di conoscersi ed arricchirsi nonostante le distanze: nelle diverse “rooms”, infatti, si è potuta respirare la voglia di essere parte attiva, di contribuire con la propria esperienza a qualcosa di più grande, di voler mettersi a servizio degli altri, di essere un’unica grande comunità, di voler donare anche tramite una webcam un sorriso a chi vive i propri stessi dubbi, stesse gioie, stesse situazioni in questo tempo.

Infine, la preghiera di domenica sera: “Voi siete Sale della terra e Luce del mondo”. Dopo due giorni passati a riflettere su “Come e cosa posso fare per vivere in pienezza questo tempo?” arriva il momento della relazione intima con il Padre. Sentirsi uniti in preghiera, percorrere insieme le diverse tappe verso la meta, la Città di Dio, è stato importante per poter custodire nel cuore i pensieri e le scoperte dei momenti trascorsi e per poter offrire tutte le intenzioni che sono nate e hanno preso forma durante questo convegno al Signore. Il tutto, con un unico obiettivo comune: scoprire che il nostro compito è “mettere in rilievo la bellezza del mondo, far venire alla luce le cose nella loro verità, così come Dio le ha create”.

In un tempo così incerto, in cui tutto ci sembra “messo in pausa” e ci fa perdere la rotta, è importante ritrovare e non perdere di vista la Luce che ci guida lungo il cammino. Questo non è un tempo inutile, è un tempo che ci viene consegnato e, in quanto cristiani - ma ancor prima in quanto giovani - siamo tutti chiamati a chiederci “cosa ne faccio?”. La sfida di questo tempo è passare dal krònos (dal greco: tempo cronologico e sequenziale) al kairòs (dal greco: tempo come momento giusto, occasione).

Cercare di vivere il tempo non come qualcosa che trascorre e che vivo passivamente, ma come occasione per mettermi in gioco, per frugare dentro di me, per leggere e scavare dentro la Parola, per fare discernimento. Tempo per discernere qual è la versione più bella di me, cosa il Signore mi chiama a diventare, e in che modo posso diventare quello che sono chiamato ad essere.

Francesca Iuso



Preparare questo raduno online è stata una sfida completamente nuova, per la quale nessuno di noi si sentiva veramente preparato. Le modalità erano incerte, ma l’obiettivo era chiaro: far sapere a tutti i ragazzi e le ragazze iscritti al raduno di Bari che non li stavamo lasciando soli. Che non ci stavamo lasciando soli. È stato entusiasmante e sorprendente vedere quanto si possa riuscire a fare in un tempo così ridotto e con mezzi completamente nuovi, se si ha nel cuore la motivazione giusta e se si ha al proprio fianco la giusta guida. È stata tanta la cura che tutti i membri dell’equipe hanno messo nel preparare il necessario: una piattaforma digitale, una preghiera ricca di segni, video, canzoni, testimonianze dense di contenuti. Non sapevamo cosa aspettarci né quale sarebbe stato il risultato dei nostri sforzi ma, durante la prima serata, i sorrisi di tutti i partecipanti ci hanno mostrato una verità: tutti insieme, attraverso i nostri microfoni e le nostre telecamere, stavamo lentamente diventando una casa. In questo periodo così particolare, senza abbracci e senza incontri, ci siamo resi conto più che mai che il nostro desiderio più grande è quello di sentirci in relazione con gli altri, di sentici amati, di sentirci guardati, di sentirci intessuti nel mondo. Avere un’occasione per riflettere e pregare insieme, per parlare delle nostre speranze e della nostra fede gli uni con gli altri, ci ha permesso di ricordarci che le cose più importanti, nella vita, non sono tanto le cose che facciamo e che ci succedono, ma le persone con le quali le condividiamo. Questo breve raduno si è rivelato l’occasione di cui avevamo bisogno per sentirci di nuovo a casa, con lo spirito tutto unico dei giovani per la Carità."

Chiara



Alcune risonanze arrivate....


Inizio col dire che ne avevo bisogno, e non potendo fare il raduno di persona è stato bello riuscire ad incontrarci così. Ho apprezzato tanto come tutto fosse legato alla situazione attuale, che ci accomuna tutti. Mi è mancato non potermi immergere al 100% come invece sarebbe accaduto se l'avessi vissuto di persona, così come mi è dispiaciuto non partecipare per intero alla preghiera, ma era inevitabile che questi incontri si intersecassero con le dinamiche casalinghe che tutti stiamo vivendo in maniera diversa rispetto a prima. Anzi, forse è stato tanto importante proprio perché si intersecava con il nostro stare a casa. Volevo abbracciarvi tutti...

Mi ha messo tanta serenità, non pensavo che così poche ore potessero servirmi tanto.

Tuttavia, ora ho ancora di più il desiderio di viverlo dal vivo.

Valentina


Mi è piaciuto tantissimo questo raduno virtuale prima di tutto per le relazioni, rivedervi tutti lì insieme è stata un'emozione enorme. Durante i canti poi mi tornavano in mente i ricordi dei convegni, degli esercizi spirituali, di tutte le esperienze che abbiamo condiviso... e pian piano sentivo gli occhi riempirsi di lacrime! Quanto affetto ho provato!! Dei tre momenti ho preferito la preghiera, l'ho trovata stupenda, emozionante e davvero coinvolgente... pensa se fossimo stati insieme anche di persona! Anche le testimonianze mi hanno colpito in pieno, mi porto a casa la frase di Serena "quello che fa la differenza è sentirsi amati, voluti bene". Credo sia quello che cerchiamo tutti nella vita, e lei ha saputo coglierla anche in questo periodo buio!

Chiara


Avevo già prenotato il volo sei mesi prima... Il desiderio di partecipare, di vivere con voi un'altra esperienza... partiva da lontano!! Poi arriva il coronavirus, arrivano i decreti: tutto fermo e il cuore quasi quasi si appesantisce in questa nuova normalità.

La "sete" però è rimasta la stessa, anzi è cresciuta! Ecco il motivo della nostra gioia, quando abbiamo ricevuto il vostro nuovo invito!!! Inizia subito il passaparola su Whatsapp e tanti nuovi amici vogliono aggiungersi.

L'inizio è di quelli col botto: revelation e video bellissimo. 10,20,30...50! 100! 110 volti, ma quanti siamo? Quante facce conosciute!

L'atmosfera si crea subito, si entra in sintonia per ascoltare Agnese. Le parole arrivano dritte, come al solito. Sì, siamo tutti a Bari!

Al convegno ero rimasto senza parole dopo le testimonianze. Lo stesso è successo ieri: tanti piccoli passi possibili da custodire. La sorpresa della condivisione in gruppi? Tutti a bocca aperta (grazie ai super tecnici)!! Quanto ne sentivo la mancanza!

La conclusione è vicina e quasi spiace, ma il desiderio di vivere la preghiera prevale. I canoni di Taizé, i testi, i gesti, le canzoni smuovono dentro, come dal vivo. Non "possiamo essere", ma "siamo" Sale e Luce.

Oggi si riparte, avendo respirato aria fresca dai polmoni dello Spirito. Un solo grazie non basta per questi due giorni insieme.

Michele


Questo raduno è stato un po' l'essenza di quello che ci sta accadendo.

Devo ammetterlo non è e non sarà mai la stessa cosa che in live e quelle sensazioni degli scorsi raduni mi sono mancate, ma è stato qualcosa di nuovo.

È stato bello anche se si è potuto interagire poco fra noi rivedere i vostri volti, erano volti sereni e in un periodo come questo non è scontato.

Agnese è stata forte, ha ragione... secondo me la battaglia sarà dentro di noi.

Perché da questa esperienza si uscirà cambiati, tocca a noi decidere come.

La preghiera devo essere sincero con questa modalità perde un po' quella magia a cui siamo abituati quando ci riuniamo. Io ho fatto un po' di fatica a seguirla emotivamente.

Mi è mancato quel noi fatto di carne ossa, quegli sguardi che ti aiutano a pregare con il cuore.

Emanuele



Link del raduno:


Video introduttivo


Canto Revelation


Riflessione di sr Agnese


Testimonianze


Preghiera

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