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In compagnia di Giovanni, il discepolo che Gesù amava

Trovarsi, ascoltare, guardarsi negli occhi, condividere, fare silenzio, pregare e cantare insieme… Il ritiro di Pasqua è sempre stato un bel momento di fraternità all’Oasi Capitanio di Lovere, con il pranzetto condiviso e la colomba da gustare insieme.

Con nel cuore la speranza di tornare presto a questo ‘tripudio multisensoriale’ che accompagna annualmente il ritiro di Pasqua per il secondo anno invece ci siamo ritrovati online, per via della pandemia, a vivere questo momento insieme ma ognuno nelle proprie case. Subito sr Agnese ha incalzato bisogna preparare il cuore alle cose grandi altrimenti le cose succedono senza che noi ci siamo. E noi ci siamo stati seppur in questa modalità che nei suoi limiti ha però permesso un ascolto personale forse più interiorizzato nell’intimo della propria stanza.


Nella mattina preparare il cuore alla Pasqua ha significato guardare a questo mistero grande che è il cuore da cui la vita parte e da cui la vita torna: l’amore di Gesù che sulla croce ha dato se stesso per noi. E questo l’abbiamo fatto in compagnia di Giovanni, il giovane discepolo che Gesù amava, nel quale ognuno di noi si è potuto riconoscere. Come Giovanni siamo stati lì sotto la croce del sabato santo, cuori e menti aperte all’ascolto. Man mano che venivano commentate quattro frasi del suo Vangelo piano piano il cuore si lasciava attirare in questa contemplazione, proseguita poi nel silenzio personale.


É stato bello nel primo pomeriggio ritrovarci a piccoli gruppetti nelle stanze e condividere le risonanze dei cuori sul contenuto della mattina. Così è stato anche possibile stabilire un contatto visivo più ristretto tra i molti partecipanti, favorendo una bella conoscenza e interazione.

Il quadro di Eugène Burnand - Pietro e Giovanni corrono al sepolcro il mattino della risurrezione - ci ha poi introdotto nella seconda parte del ritiro ascoltando una narrazione che ci ha aiutato ad immedesimarci in quel preciso momento. Alcune evocazioni:

i due corrono, non con frenesia, ma tesi verso la ricerca delle cose belle, vere e grandi che riempiono il cuore. Occorre metterci in movimento, correre insieme ad altri, cercare rapporti veri con cui camminare nella vita. Abbiamo dato tempo a guardare alla capacità che Dio ha di sorprenderci aprendo strade là dove non immagineremmo.

Giovanni si china, Pietro osserva. Chinarsi sulle cose, sulle persone, osservarle, ascoltarle. Importante entrare dentro le cose, con pazienza. Quando abbiamo il coraggio di entrare dentro le situazioni e confrontarle con la Parola possiamo ricevere una luce più grande e comprendere quello che Dio vuole fare con noi. Le domande poi ci hanno coinvolti ancora di più.. Ma io, sto correndo con qualcuno nella vita? E mi fermo, mi chino, osservo quello che accade, fuori e dentro me?


Passi importanti, da mettere in pratica perché questa Pasqua non passi invano, e perché nella nostra vita si scriva:


Pasqua 2021.

Si, in questa pasqua il Signore mi ha parlato e ho raccolto questa spinta importante per la mia vita: ………….


Simona

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